La
cromopuntura, ossia l’impiego
terapeutico della luce, riunisce in modo incomparabile
due esigenze: trattamento “dolce” in quanto
l’irradiazione col colore
è indolore; trattamento “ efficace”
per gli effetti di risonanza positivi sulle cellule,
cioè di riequilibrio,
di ripristino dello stato di salute.
La cromopuntura, che si è sviluppata in tempi
recenti, ha trovato un valido fondamento scientifico
nella teoria dei biofotoni del fisico tedesco Popp.
La luce
è l’energia d’origine cosmica che
ha agito come propulsore del processo biologico. E’
un fenomeno ondulatorio e corpuscolare
costituito da particelle energetiche elementari denominate
quanti o fotoni. Anche l’organismo
umano è pervaso e circondato da un campo bioelettrico
attraverso il quale scambia informazioni vitali con
l’ambiente.
Informazioni erronee o incoerenti turbano l’equilibrio
e subentra quell’evento che noi definiamo malattia
e che interagisce sempre con la nostra psiche, il nostro
cervello ed il nostro corpo.
Il colore è informazione anche nel suo contenuto
simbolico e la capacità
di trasmissione d’informazione del colore
è straordinaria.
Se scendiamo a livello di particelle sub-atomiche dentro
il nostro corpo vediamo dentro di noi un universo, un
mondo paradossale. Lì è il livello del
nostro progetto, del guaritore interno, ‘colui
che sa’ quello che noi non sappiamo di sapere.
È a questo livello che arriva ad agire la luce
ed il colore, un livello
vibrazionale sottile. È
a questo livello che arrivano informazioni
coerenti di riequilibrio di guarigione,
e quell’evento, quel conflitto, quella
perdita d’informazioni che ha creato un danno
nei nostri meccanismi sofisticatissimi, interpretato
come malattia, sparisce.
La cromopuntura,
cioè luce e colore. si inserisce tra le terapie
sottili vibrazionali che vanno a portare guarigione
all’interno.
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