Chi sono? Per cosa vivo? Qual è
il mio progetto di vita? Lo realizzo in ogni istante
della quotidianità? Sento di vivere a tutti i
livelli, utilizzando il mio potenziale superiore? La
mia energia è libera di fluire, così che
io possa evolvere come essere umano?
Se queste domande sono significative, è il segno
che la nostra coscienza di essere
umano libero ha già incominciato a svegliarsi,
e che la nostra vita ha assunto il movimento di una
ricerca evolutiva. La chiave
che ci ha fatto entrare in questo spazio è stato
l'interesse ugualmente distribuito tra la decisione
di far funzionare la quotidianità,
vivendola con armonia, e la spinta a trovare
qualcosa che vada al di là delle occupazioni
di ogni giorno, iniziando o intensificando un
movimento di espansione di consapevolezza e di energia.
Probabilmente stiamo cercando
uno strumento, sia esso un percorso di formazione
interiore, una lettura quotidiana, una tecnica da apprendere,
che ci porti ad evolvere costantemente, e che ci radichi
ad una realtà, che sia fonte di vitalità
in tutte le situazioni. 
E' possibile per ognuno attivare
un potenziale che nessuna contrarietà può
scalfire, e che non viene annullato dai conflitti
che si generano nelle relazioni esterne. Abbiamo
il desiderio di trovare un riferimento centrale,
cui ricorrere efficacemente nei momenti di malessere.
Possiamo risvegliare
il nostro potere creativo, con cui trasformare la pesantezza
di situazioni imposte dal contesto sociale.
Il lavoro, la gestione logistica della vita, le incombenze
relative ai rapporti familiari e sociali, ciò
per cui ci siamo assunti la responsabilità, accomuna
molte persone attualmente. In tanti lottiamo per trasformare
ciò che occupa la nostra attenzione, indebolendoci
sul piano emozionale: le preoccupazioni, le vibrazioni
di ansia, conflittualità, sfiducia, rabbia ci
sovraccaricano fino a farci costruire barriere
di protezione, chiusure. Queste ci portano a
smettere di "sentire": smettiamo di
sentire che siamo in conflitto con noi stessi, perché
non stiamo utilizzando il nostro potenziale superiore,
e cosa
potremmo fare per dare a noi stessi una spinta evolutiva.
Sul piano affettivo veniamo strattonati tra il bisogno
di proteggerci dalle reazioni di chi ci è vicino,
prendendo le distanze, e l'impulso a vivere a cuore
aperto, nutrendoci dell'amore che possiamo dare e ricevere.
Condividiamo il desiderio di esplorare
e attivare tutte le nostre risorse, senza sprecare energia,
anzi accrescendola.
Quando
ci diamo il tempo di ascoltarci, senza proiettare l'insoddisfazione
sulle altre persone, sul lavoro, su quello che ci offre
il tempo libero, ci accorgiamo che probabilmente è
in noi che manca qualcosa. Se il quotidiano ci fa scadere
ad atteggiamenti che non ci piacciono, perché
non corrispondono ai nostri valori ideali, anziché
entrare in conflitto con noi stessi, potremmo metterci
alla ricerca
di un percorso di crescita, che possa guidarci a trovare
ciò che siamo veramente e quello che potremmo
manifestare con la nostra vita.
Possiamo
tornare a ricordare il sogno di vita presente in noi
da bambini, che l'esperienza di adulti, con
la percezione doveristica del senso di responsabilità
e con le abitudini del quotidiano, ci hanno fatto dimenticare.
Per trovare quello che è importante per noi,
possiamo
partire con un movimento personale, centrato sulle sensazioni
di disagio, o sugli aspetti critici della vita attuale,
individuando quando diamo via il nostro potere personale.
Vivere la vita nella volontà
di star bene, mantenendo la coscienza attiva,
richiede una buona capacità di proteggersi e
spesso differenziarsi dagli atteggiamenti dominanti.
A mano a mano che affiniamo la
capacità di sentire ciò che sta
al di sotto degli stati d'animo e delle intenzioni di
cui siamo consapevoli, scopriamo che le difficoltà
quotidiane vengono da un unico "buco nero".
Non sappiamo stare nell'amore per
noi stessi, e in una fede costante in ciò che
sapremo realizzare. Lo scivolare via dal cuore
e dalle funzioni superiori di coscienza sono determinati
per lo più dal senso di inadeguatezza e dalla
sofferenza che proviamo per mancanza di amore da parte
degli altri, e soprattutto da noi stessi. I modelli
sociali ci portano a proteggerci dal disagio scollegandoci
dalle emozioni, e assumendo il controllo mentale. Chiusi
nella mente non rischiamo di sentirci feriti.
L'attenzione
mentale e le funzioni di mentalizzazione, nate
per proteggerci, sono attualmente il tiranno che ci
impedisce il contatto con il sentire, la creatività,
la saggezza del corpo, del cuore, del nostro spirito.
Abbiamo
così bisogno di particolari training, che ci
insegnino ad interrompere il dialogo interno condotto
dalla mente, che altrimenti sovrasta e confonde gli
altri messaggi.

Non sembra esserci modo di uscire dal vortice di insicurezza,
ansia, paura, odio, che sta aumentando in modo esponenziale
nell'etere emozionale che ci circonda, finché
restiamo separati interiormente dalla nostra essenza:
l'intelligenza spirituale del cuore.
Quando stiamo male, è perché percepiamo
il vuoto provocato dall'azzeramento del nucleo centrale
di noi stessi: la fonte di energia vitale che ci ricollega
alla rete di esistenza. Ristabilire
il contatto interno è la base su cui possiamo
ricreare l'armonia tra tutte le componenti di noi stessi:
un campo energetico equilibrato, che percepiamo come
amore e fiducia nella bontà della nostra crescita.
La capacità di allinearsi
ai funzionamenti superiori di coscienza può
nascere attraverso una costante
e graduale trasformazione della nostra personalità,
attraverso la quale sviluppiamo la consapevolezza e
acquisiamo l'abilità dei cambi di percezione.
Siamo di fronte ad un dilemma: vogliamo omologarci ai
funzionamenti standardizzati del vivere bene, secondo
una funzione di salute dettata dall'esterno?
Se la risposta è per la libertà di creare
noi il nostro modello di essere umano, dobbiamo riappropriarci
della energia creativa individuale, che scaturisce dall'apertura
del cuore e di tutti i centri di energia del nostro
corpo, attraverso i quali già riceviamo le informazioni
necessarie su come funzionare in modo ottimale.
La via diretta per ricollegarci a noi stessi e al nostro
potere personale è imparare
ad aprirci all'accoglimento e al perdono di noi stessi
sentendo l'amore compassionevole della Madre universale.
La trasformazione è resa possibile con la
pulizia dagli atteggiamenti di durezza, controllo e
orgoglio dettati dall'ego, e dalle emozioni violente.
E'
possibile così assumere
la piena responsabilità e acquisire potere sulla
nostra vita, trasformando ogni accadimento personale
e sociale significativo in un evento sacro.
In questo modo ogni momento di vita, si sgancia dall'importanza
attribuita a ciò che facciamo dai parametri sociali:
acquisisce un valore ineliminabile, perché ci
conduce, con passaggi successivi d'espansione, a piani
più evoluti di coscienza, da cui sappiamo percepire
la realtà che ci circonda in modo più
completo, consapevole del rapporto d'integrazione tra
tutti i suoi aspetti. E questo semplicemente perché
ha la dignità di essere un momento della nostra
vita personale. |