NUOVI MODELLI SOCIALI

La società è l'habitat in cui nascono e si costruiscono i rapporti interpersonali d'amore e di lavoro. Potrebbe essere la matrice che genera, nutre e sostiene i nuclei familiari, aziendali, associativi, politici.
Un grembo materno sano, una rete esistenziale, da cui tutto nasce ed in cui tutto è guidato e sostenuto nella crescita e nello svolgimento dei ruoli. Non è così attualmente, forse ormai in nessuna cultura.
I valori etici della "interconnessione" tribale si sono persi.

Nella società siamo abbandonati nell'individualismo, che non è garanzia di libertà personale. E allo stesso tempo siamo controllati in ogni forma d'espressione vitale, per degli scopi che non hanno a che fare con la protezione della nostra progettualità creativa. Sarebbe positivo avere tra noi persone che vivono i ruoli di guida (genitori, insegnanti, politici, persone innovatrici, tutti i "capi") in modo libero, piacevole, capaci di non schiacciare col senso del dovere, e che sappiano utilizzare bene la propria autorità.
Chi vive ruoli di guida andrebbe aiutato dalla società ad occuparsi di coloro che hanno meno esperienza di vita con un sentimento di rispettosa fiducia nei loro confronti, in modo da far emergere il loro senso di dignità personale, la saggezza, le capacità.

Il disordine interiore che frequentemente permane dopo l'adolescenza è causato spesso dalla mancata rielaborazione delle relazioni precoci significative. Quindi cresciamo nell'inconsapevolezza o nella mancanza di rispetto per i valori che portiamo in noi, condizionati da aspettative infantili, agite anche dagli adulti con manipolazione, o autoritarismo. Ciò non ci consente di crescere veramente e costruire, scoprendola man mano, la nostra originale preziosità.
Da queste radici incomplete si sviluppa tutto il resto: le amicizie, il rapporto con i genitori e con le figure significative, le relazioni d'amore adulte, la scelta del lavoro, le identificazioni sociali e politiche. Fino ad ora, il valore fondante nella società, e quindi nelle relazioni, è stato il potere del ruolo, anziché l'integrità personale. Il riconoscimento di se stessi viene minato dai giudizi di valore standardizzati:"cosa possiedi, cosa fai, in quali condizioni puoi ritenerti realizzato".
Seguire il proprio programma di vita personale è così difficile, perché il confronto coi modelli sociali è molto vincolante: quando proviamo a discostarcene, gli schemi che assimiliamo ci portano al conflitto con noi stessi. Col tempo subentra la sfiducia nel poter sapere cosa vogliamo veramente, e di poterlo attuare in futuro.
In questa situazione sono indispensabili persone che si pongano come punto di riferimento per confrontarci su ciò che vorremmo realizzare. Disporre dell'intero panorama: gli impulsi che sentiamo, i binari su cui le aspettative esterne ci convogliano, i condizionamenti sociali, e, soprattutto, quello che altri come noi hanno già sperimentato, ci permette di muoverci consapevolmente, quindi più liberamente, per il nostro futuro. Trasformare la propria identità richiede di diventare consapevoli di piani molteplici da cui ci guidano le percezioni delle situazioni di vita.
Nella ricerca di nuove identità nei ruoli, la condivisione con più persone del bisogno di modelli alternativi fa crescere in modo esponenziale la forza e l'autorevolezza degli atteggiamenti innovativi, che vogliamo assumere. Più esteso è il consenso, più facilmente percorribile è il nuovo comportamento.

Vogliamo che la relazione di coppia smetta di essere la tomba dell'amore, e che i genitori imparino a trovare il modo migliore per dare fiducia e dignità ai propri figli.
Crediamo che i bambini e i ragazzi, guidati ad attivare le proprie risorse, possano svolgere il ruolo di guida a relazioni fondate sullo scambio d'amore e a valori di creatività - circolarità - integrazione, propri della più recente evoluzione della razza umana.

Su queste nuove basi portanti anche il lavoro potrà essere per tutti realizzazione creativa nel supporto reciproco, più che dovere e lotta di potere. Perché questo avvenga abbiamo bisogno di cambiare le dinamiche dei ruoli. L'inizio del movimento è ascoltarci profondamente. Dovremo intraprendere una ricerca interiore che ci aiuti a smascherare l'inganno, con cui a volte ci illudiamo di esserci già liberati definitivamente degli atteggiamenti che non ci piacciono.

Per trasformare la propria vita non è sufficiente deciderlo su un piano ideale. Ci vuole un training quotidiano, con cui smuovere gli schemi di comportamento abitudinari: la matrice, ovvero i gesti, i modelli mentali, le reazioni emotive tipiche. L'intero stile di vita ha bisogno di essere rivoluzionato: azioni come mangiare, addormentarsi, svegliarsi, lavarsi, uscire di casa, riposare, possono continuare a essere automatismi scarichi di energia, o modalità consapevoli con cui si assume potere sulla propria vita.
Un primo prezioso cambiamento sarebbe incominciare a vivere nel corpo fisico ed energetico, coscienti di come funziona a tutti i livelli, degli eventuali blocchi e dell'energia che potremmo utilizzare in maniera positiva per migliorare il nostro corpo fisico, sbloccare o armonizzare le emozioni, trovare una visione più vera della nostra vita, migliorare il modo di porci in relazione agli altri, per arrivare ad essere chi siamo veramente.
L'amore, dipendente e simbiotico, o autonomo e libero dalle aspettative altrui, la sessualità come compulsione passionale o libero movimento di integrazione, che scaturisce da tutto il nostro essere centrato nel cuore: sta a noi decidere cosa vogliamo.
C'è tanto che possiamo cambiare, creando nuovi modelli. La coppia, la famiglia, la relazione sessuale, non sono le uniche forme possibili di condivisione profonda e sostegno reciproco. Ci interessa come viviamo, e non solo quanto. Riconosciamo che ognuno ha il diritto di sperimentare la vita seguendo se stesso, creando i propri valori, senza sensi di colpa per "aver sbagliato qualcosa".

Per noi l'integrità personale è l'unica barriera certa alla violenza, alla perdita di libertà. Rifiutiamo il controllo in quanto atteggiamento che annulla la dignità umana di chi lo subisce, ma ancor di più in chi lo esercita. Ci riconosciamo nel modello dell'interconnessione tra persone, esseri viventi di diverse razze umane, animali, vegetali, minerali, anche nei comportamenti considerati negativi, che comunque sono specchio di piani di realtà che ci appartengono. Crediamo che il valore fondante di ogni realtà piramidale, dalla famiglia alle nazioni, è da attribuire a coloro che ne costituiscono la base, gli "ultimi", che forniscono l'energia per la realizzazione del progetto. Desideriamo il rispetto della legge dello scambio trasparente dell'energia.
Nel dare vita a nuovi modelli sociali, faremo un movimento interdipendente, consapevoli che ciò che percepiamo fa parte di una rete di esistenza. La rete può trattenerci nell'impotenza, o darci l'energia per nuove realizzazioni, a seconda che ci allineiamo sul senso di fallimento, o sulla fede nella vita.

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