SUPPORTO E PERCORSI FORMATIVI INDIVIDUALI, COPPIA, GENITORI

Ognuno di noi desidera vivere bene e investe gran parte delle sue energie per riuscirci. Eppure sembra che non sia così facile star bene veramente.
La mappa delle priorità da porre a se stessi per essere felice è spesso confusa. Da bambini siamo contesi da voci che cercano di proporre una propria prospettiva da cui guardare alla vita. I genitori e i familiari che ci vogliono bene, tendono spesso inconsapevolmente più a chiederci una omologazione sociale accettabile, che a vedere cosa ci può essere utile. E’ così perché loro stessi non possono sempre valutare correttamente quello che veramente conta per sé o per i propri figli. Cosa è buono accettare di quello che ci è suggerito? Quando rifiutare, provando a sperimentare se veramente si perde qualcosa? La società e la famiglia non ci insegnano a vivere. La vita è per lo più pretracciata nei suoi aspetti fondamentali: cosa dare al nostro corpo e alla nostra mente, di che emozioni nutrirci, come e dove trovare l’amore. Purtroppo tutto questo per lo più proviene soprattutto dai messaggi mediatici.
Talvolta abbiamo la sensazione che sarebbe buono cambiare alcune cose rispetto agli standard proposti, ma non osiamo sperimentare modalità che si discostino troppo da quelle condivise da tutti. Quando crediamo di aver individuato un bisogno, come discernere se lo è veramente? E se ci rendiamo conto che non ci troviamo di fronte a qualcosa di veramente importante, come colmare il senso di perdita che percepiamo se decidiamo di fare a meno di qualcosa, che sia un oggetto, un’esperienza, o una relazione?
Dove trovare la calma, la sicurezza, la forza per gestire le frustrazioni della vita che non possiamo evitare, o da cui capiamo sarebbe bene smettere di scappare?

Con un Percorso formativo è possibile condividere intuizioni e dubbi con una figura professionale, che per studio, formazione e saggezza, ha già incontrato le medesime difficoltà, uscendone arricchita. In un Formatore troviamo il supporto della madre e del padre saggi, che avremmo desiderato che ci accompagnassero, consapevoli dei nostri limiti, ma fiduciosi nella nostra crescita, aiutandoci ad assumere il potere della nostra autonomia e responsabilità.
Per trasformare la propria vita è essenziale ricevere energia. Essere ascoltati profondamente, accolti e compresi è la risorsa fondamentale. Cambiare aspetti della propria realtà è difficile. Possiamo decidere di farlo, ma guardando con onestà ai risultati concreti nel tempo, non è raro accorgersi che la sola decisione per lo più non basta. Dobbiamo imparare a comportarci consapevolmente in un modo diverso, nelle situazioni di disagio che si ripetono. Quando ci accorgiamo di trovarci di nuovo nelle situazioni di malessere del passato, è opportuno pensare ad un impegno serio.
Un percorso formativo personale è una scuola di vita in cui imparare le dinamiche mentali, affettive, relazionali secondo cui tutti viviamo, in un modo non teorico, applicandole a ciò che facciamo e a quello che ci accade giorno dopo giorno. Conoscendo quello che succede in noi, possiamo scegliere e incominciare a modificare gli schemi fissi della nostra personalità, che ci portano a investire energia in priorità inutili, o dannose al nostro benessere.

Un aspetto innovativo del metodo 2013gate di Formazione della Persona riguarda la relazione instaurata dal Formatore, d.ssa Chiara Sozzi. Nel suo metodo viene infatti previsto e autorizzato l’investimento affettivo personale conseguente la ‘presa in carico’ di ogni persona, ritenendolo naturale e umanamente prezioso, e considerando più trasparente lavorare su di esso con la persona seguita, piuttosto che imporre a se stessi come Formatori e a chi si rivolge a noi un distacco totale poco realizzabile senza risultare mentale, freddo od ambiguo. L’impostazione data al metodo è di integrare una relazione umana piena, di cuore, con la definizione progressiva di un rapporto non totalizzante e invischiante, in cui si impara che essere accolti non significa essere autorizzati a delegare la responsabilità di se stessi, rinunciare a scelte autonome, o dare per scontato di poter entrare nella vita privata dell’altro, se non siamo stati invitati. Parte fondante del Percorso è pertanto costruire nel tempo una sana relazione con il Formatore, come modo per imparare le basi di un rapporto fondato sull’integrità e sull’autonomia personali. Questo apprendimento costituisce la formazione fondamentale necessaria per costruire relazioni interpersonali sane, nell’ambito affettivo e di tutte le relazioni sociali.
Il lavoro di Formazione svolto negli ultimi 10 anni da Chiara Sozzi, ha evidenziato la preziosità di offrire un contesto formativo sia individuale sia di gruppo, in cui le persone abbiano modo di sperimentarsi in rapporti di cuore con il supporto di una figura autorevole, che si rende accessibile alla condivisione interpersonale, modulando come potrebbe essere un rapporto di amore vero, che, in quanto tale, sia libero e rispettoso degli spazi di autonomia individuali.

La scelta di trasformare la propria vita è qualcosa che ognuno può solo sentire in se stesso, al momento giusto. E’ quindi una decisione personale, che nasce dalla consapevolezza radicata di non poter più andare avanti allo stesso modo. Quando avvertiamo ripetutamente il disagio è il momento di metterci in cammino.
Un percorso di formazione individuale prevede incontri inizialmente a cadenza settimanale, poi quindicinale, di 50 o 75 minuti, da protrarre per almeno sei mesi - un anno. Gli incontri servono a ricercare nuovi elementi di consapevolezza, e a mettere a punto, insieme al Formatore, un nuovo approccio alla vita quotidiana. Il tempo che intercorre tra i colloqui serve ad elaborare una nuova comprensione ed a sperimentare l’atteggiamento interno ed esterno che ne consegue.
La scelta della durata continuativa degli incontri è un movimento molto personale. Alcuni, quando raggiungono l’obiettivo che si erano dati, preferiscono darsi tempi di sospensione in cui imparare a mantenere in totale autonomia la nuova impostazione appresa, per riprendere gli incontri al presentarsi di un successivo problema. Altri preferiscono mantenere continuativamente il Percorso come spazio che ci si ritaglia per una ricerca personale costante: una vera e propria ‘Scuola di Formazione Umana’, che può essere integrata anche da stage di gruppo, che porta, anno dopo anno, a crescere a 360°, anche con modificazioni profonde della propria personalità.

Spesso un nostro movimento catalizza il risveglio delle persone in stretta relazione con noi, che avvertono a loro volta il bisogno di rinnovamento, e ci chiedono di condividere la nostra esperienza.
Un ulteriore aspetto innovativo del metodo 2013gate è la possibilità che più persone dello stesso nucleo familiare o di amicizia frequentino un percorso individuale con lo stesso Formatore. Nel metodo applicato è una situazione consigliabile e preziosa, in quanto le persone in coppia, i genitori, e spesso anche gli amici, pur con le differenze personali, per lo più complementari, condividono strutture relazionali portanti comuni, su cui si aggancia il loro rapporto.
Esplorarle con entrambe le persone del nucleo di appartenenza, permette al Formatore di disporre dell’intero panorama relazionale, e di poterne dare una descrizione più concreta e particolareggiata, che rende prevedibili e immediatamente riconoscibili le modalità e i contesti concreti in cui si vivono i propri blocchi funzionali.
Con i genitori ed i partner, dopo un periodo di incontri esclusivamente individuali, è possibile inserire incontri di coppia o con entrambi i genitori, volti ad una definizione comune degli aspetti reciproci ed alla elaborazione di obiettivi comuni da perseguire.
Come genitori è fondamentale essere supportati a diventare consapevoli delle modalità con cui ci rapportiamo ai nostri figli, che possono essere insieme la risposta ai comportamenti difficili provocati dai loro disagi, ma anche talvolta la fonte. Talvolta già solo conoscendo ciò che sta dietro comportamenti di aggressività, chiusura, assenza, il nostro atteggiamento si modifica, divenendo più morbido ed accogliente, e, in quanto tale, anche potenzialmente più chiaro e fermo. Solitamente questo porta, nell’arco di alcuni mesi, ad una modificazione conseguente anche delle modalità comportamentali dei bambini e dei ragazzi. Con un percorso continuativo si giunge gradualmente ad esplorare il mondo nascosto del figlio o della figlia che manifesta uno stato di disagio, incominciando a comunicare in modo semplice e diretto, possibilmente con amore, su ciò che crea sofferenza. La chiave fondamentale è diventare alleati, genitori e figli, collaborando a sciogliere ciò che fa male da entrambe le parti.
Il percorso è consigliato sia a genitori che vivono insieme, sia, a maggior ragione, a genitori separati.

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