PERCORSO EVOLUTIVO SHIFTING DI COSCIENZA

Il Metodo Shifting di Coscienza, tecnica delle Modificazioni percettive dei vissuti personali, è frutto della ricerca che la d.ssa Chiara Sozzi, Pedagogista e Formatore Umano, ha maturato nei molteplici interventi di formazione, con colloqui individuali e stage di gruppo, dal 1992 ad ora. E’ un metodo di evoluzione che ristruttura la personalità, attraverso una progressiva trasformazione interiore, stimolata dal riconoscimento dei bisogni profondi. Il metodo si attiva nello scambio interpersonale con la figura innovativa di un Formatore della Persona, anziché di un terapeuta.
Nella relazione che così si instaura, la persona viene messa al centro del processo, interpretando le situazioni che vive e propone, come momenti di vita di un individuo in crescita, secondo un proprio movimento originale, piuttosto che come alterazioni di un modello di equilibrio, che la rendono ‘malata’ o comunque bisognosa di terapia. La relazione di crescita instaurata richiede così una base di autonomia e consapevolezza personale, che rende il metodo non adatto a soggetti in fase di patologia conclamata, che necessitano invece un appropriato intervento terapeutico.

METODO OPERATIVO
Lo scopo prioritario è di fornire strumenti efficaci per risolvere le situazioni problematiche incontrate. E’ ottimizzare la vita delle persone, ponendo le condizioni per passare da un approccio condizionato e vittimistico del proprio quotidiano, ad un’impostazione creativa, fondata su scelte libere e sentite interiormente. Si vuole ottenere il risultato di modificare costruttivamente le esperienze di vita, a livello di situazioni concrete, relazionali, e di stati d’animo che ci accompagnano.
Il dubbio di sbagliare quello che stiamo facendo, o di aver perso opportunità, fa perdere forza. Reimpostare creativamente le esperienze considerate negative, trasformandole in una sfida che noi originalmente abbiamo creato, può riportare pace e benessere emozionale, oltre che un uso efficace della nostra energia.

FONDAMENTI TEORICI
I presupposti teorici si fondano su un criterio funzionale: cosa è efficace considerare come "realtà che ci appartiene"? E' utile pensare una realtà formata da molteplici piani di attenzione e di coscienza. La distinzione tra Conscio e Non conscio, Io e Sé, offre l’opportunità di ampliare ciò che "ci permettiamo" di credere e che possiamo sperimentare. Credere possibile qualcosa è la condizione per convogliare la nostra energia a realizzarla.
L'Io: il piano di esperienza, restrittivo ma rassicurante, del controllo razionale, che ci permette di dire "le cose stanno così". Nelle persone con poca esperienza di vita, o particolarmente fragili, è l’isola certa da cui non allontanarsi, o in cui rinchiudersi ad ogni imprevisto.
Il sé: l’immensa vastità di tutto ciò che, non ancora consapevolmente, si apre alla conoscenza attraverso il sentire emozionale ed intuitivo. E’ il tesoro da scoprire, l’ignoto in cui avventurarsi, la parte di sé non ancora incontrata, o l’orrendo da cui rifuggire, negando. L’essere umano ne ha fin qui esplorata solo una minima parte, che si affaccia nei nostri sogni, nei deja vù, nei sincronismi, e si estende al mondo del sacro, cui è possibile accedere affinando la sensibilità alle percezioni sottili dello Spirito, della Coscienza Superiore, radicata nelle parti del cervello e nelle spirali del DNA non ancora attive in noi, ma che in alcuni soggetti già permettono funzionamenti straordinari.

Caposaldo di Jung è l’uso naturale del simbolo da parte di ogni essere umano, come traghetto che va e viene tra ciò di cui siamo già consapevoli mentalmente, e ciò che ‘sappiamo’ in modo differenziato dai funzionamenti intellettivi. Il simbolo emerge nelle fantasie, nelle immagini linguistiche, nei disegni spontanei, e, soprattutto, nei sogni e nelle percezioni nel sonno e da svegli. Muoversi nel significato simbolico dei sogni aiuta ad esplorare come funziona la nostra mente nell'attribuire valore alle situazioni personali, agli avvenimenti che ci toccano. In effetti "la realtà" di una situazione è data dalla percezione che ne abbiamo. Cambiando il significato che le attribuiamo, la realtà cambia. Possiamo sentirci infelici od euforici per il valore opposto che diamo in tempi diversi ad uno stesso accadimento.
La trasformazione percettiva del significato di un evento avviene trasferendolo (Shifting) su un altro piano di organizzazione mentale, in cui ogni singolo elemento cambia portata e valore. Il cambiamento avviene quando viene inserito in un quadro più ampio, se il momento è evolutivo, o riduttivo, se il cambio di percezione avviene per caduta del livello di energia.

TRAINING GRADUALE
Il metodo insegna a guidare se stessi attivamente in cambi percettivi, che permettono di trasformare gli eventi e le situazioni in modo funzionale, per evitare di rimanere intrappolati in sensazioni d’inadeguatezza o fallimento, o nell’ingannevole euforia che espone al rischio di successive frustrazioni od esperienze vuote.
Qual è il principio che guida l’esplorazione del nostro mondo interiore e la direzione della nostra evoluzione? .
Innanzi tutto l’esperienza che cerchiamo spontaneamente nella vita, di cui possiamo imparare a percepire le diverse sfaccettature. I vissuti quotidiani sono il modo più concreto e diretto di "sognare", attirando a sé scenari, situazioni. A mano a mano che si affina l'attenzione più interna, saranno i sogni nel sonno a precedere l'esperienza stessa del quotidiano, ed a prepararci a ciò che sentiamo che accadrà. E' molto importante colmare il divario tra la saggezza che viene rilasciata in noi nei sogni, e la capacità di elaborare propria della consapevolezza con cui ci muoviamo nel quotidiano. L'aiuto di un esperto ci può aiutare a non distorcere la guida che diamo a noi stessi con i sogni nella fase REM del sonno, il momento in cui l’attività cerebrale dominante è quella delle aree in cui risuona la saggezza spirituale, con la visione superiore della nostra vita. Nell’attenzione concreta del quotidiano infatti, quando la nostra mente è governata dai funzionamenti spazio-temporali, non applichiamo quella saggezza e quei valori universali.

Parte integrante del training di formazione umana è anche riconoscere le strutture percettive comuni sugli aspetti fondamentali della vita, in base a cui possiamo identificare le dinamiche di funzionamento personali. E’ un modo di oggettivare la matrice umana che guida i nostri comportamenti: la struttura mentale che predetermina i nostri comportamenti, anche se non ci appartiene veramente. Non siamo in grado di riconoscerla in noi, perché spesso è simile al modo di essere dei nostri genitori: si tratta talvolta di modalità che avevamo giudicato negativamente, o rifuggito, forse addirittura giurato a noi stessi che non avremmo mai assunto.
Attraverso aperture percettive e sblocchi del sentire e della espressione delle emozioni è possibile pervenire, se fa parte del nostro scopo e programma evolutivo, a liberare funzionamenti più interiorizzati, allineati a modalità libere e originali di intendere la vita e ciò che ci piace essere. Avvicinarsi ai vertici fin qui toccati da chi dà energia alla crescita personale porta a comunicare in modo interiorizzato e diretto, dal sentire, e dal centro di tutto ciò che si può comprendere ed integrare: l’intelligenza del cuore. Il livello evolutivo più progredito è essere in grado di trovare sempre, prima o poi, una percezione efficace di ciò che ci accade, e, tenendo il contatto continuo con se stessi, sentirsi bene costantemente.
E’ anche saper instaurare naturalmente relazioni paritarie di libertà personale e rispetto reciproco in ogni contesto di vita: familiare, di lavoro, sociale. E’ saper essere utili a se stessi e al mondo che ci circonda, estendendo gradualmente la consapevolezza delle interconnessioni che ci tengono in un circuito retroattivo con gli altri.

PROGRAMMA EVOLUTIVO PERSONALE
Il percorso formativo avviene secondo un programma personale, che prevede un fluire continuativo attraverso colloqui individuali e attività di gruppo.
E’ previsto infatti, nei tempi raggiunti individualmente, l’inserimento in un gruppo di crescita a composizione omogenea costante, con frequenza di quattro stage annuali, e incontri di una giornata a cadenza bimestrale.
I gruppi di crescita si differenziano per livello base nei primi due anni, e livello avanzato, negli anni successivi.

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